I docenti dell’Accademia: Roberto Serra

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Roberto Serra nasce a Ghilarza, in Sardegna, nel 1982. Figlio di ristoratore, cresce in un ambiente in cui respirare amore per la cucina è la quotidianità.

Fin da subito sviluppa per questo mondo un forte interesse che si trasforma in una vera e propria passione. Frequenta la scuola alberghiera di Arzachena, in cui acquisisce e sperimenta le prime competenze tecniche di cucina di base, durante stage formativi che lo impegnano in strutture di rilievo territoriale come l’Hotel Cervo e il Cala di Volpe, in Costa Smeralda. Da queste prime esperienze lavorative Roberto capisce di aver trovato la sua dimensione, e inizia un percorso di crescita professionale inarrestabile, dal Grand Hotel di Firenze vola a Londra, all’Harry’s Bar sotto la sapiente guida di Alberico Penati, che segna profondamente la sua vita professionale. Dopo l’esperienza anglofona torna in Sardegna, ancora una volta nella brigata dei cuochi del Cala di Volpe, qui capisce come il suo mondo sia la cucina da ristornate e non quella da albergo.

Con la curiosità e la determinazione che lo contraddistinguono, inizia una breve ma intensa avventura al Teatro Lirico di Cagliari dallo chef Petza, esperienza che segna profondamente l’approccio professionale dello chef Serra,  che continua ad evolversi e delinearsi a Verona, nella cucina dello chef Bruno Barbieri. Torna nella sua isola, a San Pantaleo dai fratelli Giagoni, cucina sardo in una piccola cittadina arroccata sui monti, tutto quello che fa acquisisce un valore che cresce di pari passo alla sua formazione. Nel 2010 è la volta di una nuova esperienza, un nuovo importante tassello nella sua vita professionale, che lo vede impegnato nella cucina del ristorante Vissani, a Baschi, Terni.

Una volta tornato in Sardegna decide di riaprire il ristorante di famiglia, ad Abbasanta, caratterizzato da una cucina 100% isolana, che esalta e rispetta i prodotti della sua amata Sardegna. La sua è una cucina “innamorata del territorio”, come lui stesso la definisce; infatti quel che vuole trasmettere agli allievi durante i suoi corsi, che lo vedono come docente severo e attento in Accademia, sono i sentimenti.

“Sentimento, mai ricetta. Le cose buone non nascono da una ricetta, ma da un pensiero.”