Sorrisi d’autunno

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Secondo il mito greco, il melograno è nato dal sangue di Dioniso o Bacco dio greco del vino e dell’ebrezza, catturato, ucciso e fatto a pezzi dai giganti Titani.
Per il popolo sardo, il suo frutto, la melagrana ha sempre rappresentato un simbolo ben augurale di fecondità e di ricchezza ed isieme alle mele cotogne e l’uva, le melagrane sono considerate uno dei frutti più antichi coltivati dall’uomo. La tradizione sarda racconta che si usasse nei rituali magici per favorire il proliferare delle greggi, o come simbolo di vita e protezione dalle disgrazie veniva donata ai bambini il 2 Novembre, in occasione della Questua dei Morti.
In ambito gastronomico, già anticamente, i suoi grani erano usati interi per preparare ripieni per le carni, mentre il loro succo sia per preparare salse e sughi, sia come sostituto dell’aceto. Era usata anche per aromatizzare il vino, il “vinum granatus”, probabilmente quando ancora era facile trovare i suoi chichi carnosi, gli arilli, colorati non di un rosso corallo, a cui ormai siamo abituati, ma di un rosso porpora tendente al nero, ed era proprio per l’intensità del suo colore che il popolo sardo la impiegava per la tintura di lana, cotone e in alcuni casi del lino.
La regina dell’orto con la sua corona (il picciuolo a 6 punte) quando è matura lo esprime con un inconfondibile “sorriso” (una spaccatura sul frutto) che i sardi ricordano in un detto popolare che ironizza su chi ride sguaiatamente a sproposito, non esattamente dolce come i suoi grani…
“sa risu e sa renara arrutta a terra e squartarara” – “Il sorriso della melagrana che cade a terra e si spacca in mille pezzi”

Vinaigrette di melograno
Ecco una vera risorsa in cucina:un composto da utilizzare quando vogliamo giocare sui contrasti, sulle acidità.Da realizzare in inverno e conservare per poterlo utilizzare durante l’anno.
Ingredienti

  • il succo di 1 melagrana agra
  • olio extravergine di oliva, sale e pepe

Centrifugare i chicchi della melagrana (senza la pellicina giallastra) e far ridurre di ¾ il succo a fuoco basso, fino ad avere una consistenza sciropposa.
A questo punto, si può conservare puro il succo ridotto, per utilizzarlo a piacere quando serve. Per la vinaigrette, aggiungere al succo l’olio e mescolare, senza emulsionare, quindi aggiustare di sale e di pepe